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Al castello torna “Murder in Carini Castle”, la visita immersiva

I partecipanti esploreranno camere, corridoi e angoli nascosti del maniero in un’atmosfera gotica e avvolgente, accompagnati da una performance innovativa e moderna che mescola narrazione teatrale, effetti scenici e colpi di scena

Data inizio :

14 marzo 2026

Data fine:

14 marzo 2026

Al castello  torna “Murder in Carini Castle”, la visita immersiva
Municipium

Cos'è

C’è una stanza nel Castello di Carini dove il tempo si è fermato al 4 dicembre 1563. Una stanza dove, secondo la leggenda, su un muro compare ancora l’impronta di una mano insanguinata. La mano di una donna che stava morendo. La mano di Laura Lanza, la baronessa di Carini.

Sabato 14 marzo, alle ore 21, quella stanza riapre le sue porte. Torna “Murder in Carini Castle”, l’esperienza immersiva firmata Jonathan Livingston Odv, che trasforma il maniero normanno dei La Grua Talamanca in un viaggio notturno tra storia vera e leggenda nera.

“Murder in Carini Castle” non è una visita guidata. È un’immersione totale nelle viscere del castello e della sua storia più oscura. I partecipanti esploreranno camere, corridoi e angoli nascosti del maniero in un’atmosfera gotica e avvolgente, accompagnati da una performance innovativa e moderna che mescola narrazione teatrale, effetti scenici e colpi di scena. Il castello stesso diventa protagonista: tra sussurri, ombre e ambientazioni che tolgono il fiato, è lui a raccontare la propria storia. Un’esperienza pensata per chi vuole vivere la storia, non solo ascoltarla. Per chi cerca l’emozione autentica di varcare una soglia e sentire che, dall’altra parte, qualcosa è ancora vivo.

LA LEGGENDA DEL MONACO DI SAN MARTINO

Nel 1563, Laura Lanza aveva appena ventisette anni. Data in sposa a soli quattordici al barone Vincenzo La Grua Talamanca, viveva prigioniera di un matrimonio senza amore tra le mura imponenti del Castello di Carini. Il marito, assorbito dalla caccia col falcone e dai traffici commerciali, la lasciava sola per settimane. Fu in questa solitudine che nacque la passione proibita con Ludovico Vernagallo, cavaliere del vicino feudo di Montelepre e parente dello stesso barone.

Per anni gli amanti si incontrarono nell’ombra, protetti dal silenzio dei vassalli e delle fantesche. Ma nella Sicilia del Cinquecento nessun segreto resta tale a lungo. A tradirli fu un frate. Le fonti storiche lo identificano come Antonio del Bosco, un monaco del convento che sorgeva nei pressi del castello. Fu lui la spia: avendo sorpreso i due amanti, corse a Palermo ad avvertire don Cesare Lanza, il padre di Laura, barone di Trabia e conte di Mussomeli — uomo di potere feroce, prefetto di Palermo, legato a doppio filo al viceré e all’imperatore Carlo V.

Quella notte, don Cesare partì da Palermo con i suoi “bravi”. Fece circondare il castello per impedire ogni fuga, irruppe all’interno e sorprese Laura e Ludovico. Li uccise entrambi. Un delitto d’onore che lavò col sangue la vergogna del casato. L’unico documento rimasto è una nota gelida negli atti della Chiesa Madre di Carini: “1563. Sabato a’ 4 di decembre successe il Caso della Signora di Carini”.

Ma la morte non fu la fine. Fu solo l’inizio. La storia non finì con il sangue versato quella notte. Da allora, tra le stanze del castello cominciarono ad aggirarsi presenze che nessuno riusciva a spiegare. La tradizione popolare racconta di una figura scura, incappucciata, che i carinesi chiamano il Monaco di San Martino: un’ombra che si muove senza rumore nei corridoi del maniero, specialmente nelle notti più buie. Si narra che sia l’anima dannata di Ludovico Vernagallo stesso, l’amante ucciso, incapace di abbandonare il luogo dove amò e dove morì. Il suo spirito tornerebbe ogni notte, trascinato da un vincolo che va oltre la morte, a cercare il sangue della mano di Laura — quell’impronta insanguinata che, ogni 4 dicembre, riapparirebbe sulla parete della stanza dove si consumò il massacro.

Ludovico non ha mai lasciato il castello. Laura nemmeno. Il suo fantasma, vestito in abiti rinascimentali, vagherebbe ancora tra queste mura cercando il padre che le strappò la vita. Due amanti uniti nella morte come lo furono nella colpa, prigionieri per sempre delle stesse pietre che li videro morire.

 

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A chi è rivolto

a tutti i curiosi

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Date e orari

14 mar

21:00 - Inizio evento

14
mar

23:30 - Fine evento

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Costo

5 euro

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Luogo

Castello La Grua Talamanca

Corso Umberto, 1, 90044 Carini PA, Italia

Ultimo aggiornamento: 2 marzo 2026, 10:55

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